JOSÉ LEZAMA LIMA
LE ERE IMMAGINARIE
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Collana Ossidiana
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2026, pp. 292
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isbn: 979-12-80475-19-0
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€ 25,00
José Lezama Lima, creatore di immagini, di miti, poeta, saggista, autore dell’opera mondo Paradiso, traccia in questi scritti mirabili, un cammino mobile e aperto. Le Ere immaginarie sono isole dei beati, concrezioni, costellazioni. Torii, porte di templi shintoisti. La lingua è un lampo, apre radure, è una quantità stregata, incantata. Lezama è un rabdomante dell’origine, delle origini. La sua isola è una conchiglia cosmica, dalla quale auscultare il caos originale, che giunge danzando nella prossimità del mare, stella discesa sulla terra. Creatura delfica, questo immenso poeta risorge incessantemente dalla noche oscura, corrispondendo all’appello orfico «Chi sei? Da dove sei? Sono figlio della Terra e del Cielo stellato». Incarna il celebre incipit giovanneo «In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e Dio era il Verbo». Diceva di essere «un navigatore immobile, con arpioni sedentari: un timone di parole e una poppa di immagini». Un Orfeo cubano: «Che cosa ammiro di più in uno scrittore? Che manovri forze che lo travolgano, che pare finiscano per distruggerlo. Che s’appropri di tale sfida e dissolva la resistenza. Che distrugga il linguaggio e crei il linguaggio. Che durante il giorno non abbia passato e durante la notte sia millenario. Che gli piaccia la melagrana, che non ha mai assaggiato, e che gli piaccia la guayaba che prova tutti i giorni. Che s’accosti alle cose per appetito e che se ne allontani per ripugnanza». Così lo ricorda María Zambrano, «Il seme stesso della parola si trova nel campo del poeta vero, impossibile da colonizzare e talmente indifeso da essere invulnerabile a qualsiasi invasione. “È seminato” come si diceva in Andalusia di qualcuno che parlava davvero – che parlava per tutti in una specie di miracolo della parola, della vita, dell’essere, dello stare».