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Thierry Metz

dolmen la dimora freatica

  • Collana Farfalle

  • 2025, pp. 108

  • isbn: 979-12-80475-12-1

  • € 15,00 

Felice con il sogno soltanto quando non sto sognando, felice con il mondo solo quando sogno lontano da lui», questo monito di Fernando Pessoa (Bernardo Soares) dal Libro dell’inquietudine,  libro de chevet per Thierry Metz, sembra indicare il cammino della sua poesia: chiasmo aperto, rovesciato. Testimonianza dell’assenza, della sua presenza ineludibile, nella vita, come nella lingua.

Questo singolare poeta evocava sorgenti, pietre, uccelli, Dolmen, abitando – sotterranea linea di confine tra interiorità e natura allucinata – una dimora freatica, dove le acque del risveglio si destano nella parola, semplice, indivisa, incantatrice, aperta e ospitale. 

Perché ogni poesia è un rito di nominazione, di rinascita, di nuova germinazione del mondo. Il mondo non esiste se non viene ricreato, evocato, ogni volta dalla parola. Thierry Metz questo lo sapeva bene, manovale della sua anima ferita, lacerata. «Rabdomante nella voce».

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